Joe Lovano è da decenni uno dei più illustri protagonisti della scena jazzistica internazionale.
È considerato uno dei massimi specialisti odierni del sax tenore, ma suona anche altri tipi di sassofoni, oltre a clarinetto, flauto e batteria.
Con alle spalle una vittoria ai Grammy Awards, gli Oscar dalla musica, e altre 14 nomination, ha vinto innumerevoli volte i sondaggi della critica e dei lettori di Down Beat Magazine come sassofonista tenore, musicista dell’anno, album dell’anno. Ha anche ricevuto numerosi premi da Jazz Times e dalla Jazz Journalists Association. Il mensile italiano Musica Jazz gli ha conferito il premio alla carriera nell’ambito del referendum Top Jazz 2022.
Nome completo Joseph Salvatore Lovano, nato a Cleveland, Ohio, il 29 dicembre 1952 da una famiglia di origini siciliane (i nonni, sia paterni che materni, emigrarono negli Stati Uniti dalla provincia di Messina), si è avvicinato alla musica e al jazz in particolare grazie al padre Tony “Big T” Lovano, che gli insegnò i primi rudimenti del sassofono. Successivamente, dopo essersi diplomato alla Euclid High School nel 1971, si è iscritto al Berklee College of Music di Boston, dove ha studiato con Herb Pomeroy e Gary Burton, e dove nel 1998 gli è stato conferito un dottorato honoris causa.
I suoi primi ingaggi professionali significativi risalgono agli anni Settanta, quando inizia a suonare nei gruppi degli organisti Jack McDuff e Lonnie Smith e, in seguito, nelle orchestre di Woody Herman e del batterista Mel Lewis. Negli anni Ottanta il suo stile sassofonistico, inizialmente influenzato da quello di John Coltrane, è al centro di una sensibile maturazione, in parallelo con la militanza nel quintetto e nel trio del batterista Paul Motian, nonché con le prime incisioni nelle vesti di leader (il primo album a suo nome, Tone, Shapes and Colors, è del 1985). Significativa di quegli anni è anche la partnership con il chitarrista John Scofield, insieme al quale Joe Lovano registra alcuni dischi per lo storico marchio discografico Blue Note, con il quale lo stesso sassofonista realizzerà poi diversi importanti progetti discografici.
Tra gli album incisi per la Blue Note spiccano: From the Soul (con Michel Petrucciani al pianoforte), Rush Hour, Celebrating Sinatra, omaggio a The Voice, Viva Caruso, tributo all’arte di Enrico Caruso, e 52nd Street Themes che nel 2001 gli ha permesso di conquistarsi un Grammy Award per il miglior “Best Large Jazz Ensemble Album”.
Nel 2018 Joe Lovano ha iniziato a registrare con regolarità per ECM, altro prestigiosissimo marchio discografico. Per l’etichetta tedesca ha inciso album con il suo trio Tapestry, formato insieme alla pianista Marilyn Crispell e al batterista Carmen Castaldi, con il polacco Marcin Wasilewski Trio, con Enrico Rava e con il chitarrista danese Jakob Bro. Di recente ha anche costituito un quintetto insieme al trombettista Dave Douglas, denominato Sound Prints, con il quale ha registrato tre dischi. Inoltre, il compositore Mark Anthony Turnage ha scritto per Joe Lovano un Concerto per sassofono e orchestra da camera intitolato “A Man Descending”, che è stato eseguito in tutto il mondo.
A testimonianza della sua costante vitalità artistica, del desiderio di misurarsi con contesti diversi, Joe Lovano ha dato vita nel 2024 a una nuovissima formazione, il Paramount Quartet, comprendente il chitarrista Julian Lage, uno dei nomi nuovi della chitarra jazz, il contrabbassista Santi Debriano e il batterista Will Calhoun, ex componente dei Living Colour.
Molto attivo anche sul fronte della didattica musicale, Joe Lovano ha insegnato al Berklee College of Music ed è spesso docente ospite presso il Jazz Program della New York University, la Juilliard e la Manhattan School of Music, nonché invitato da università di tutto il mondo. Dal 2009 è membro della facoltà del Global Jazz Institute at Berklee diretto da Danilo Pérez.
Joe Lovano è stato più volte ospite di Bergamo Jazz: nel 1991, in qualità di componente del quartetto di John Scofield; nel 1994 con un proprio quartetto; nel 1995 con il progetto “Broadway Music” di Paul Motian; nel 1998 in trio con Bill Frisell e Paul Motian; nel 2001 quale special guest del trio del pianista giapponese Yosuke Yamashita; nel 2016 con il suo Classic Quartet.
Nel 2024, al suo primo anno di direzione artistica di Bergamo Jazz, Joe Lovano si è unito a sorpresa al gruppo di John Scofield e al duo Emanuele Cisi/Salvatore Bonafede, offrendo così inaspettate performance molto gradite dal pubblico.














