Bergamo Jazz 2026 scalda i motori prima dell’avvio ufficiale previsto per giovedì 19 marzo. E come ogni anno il Festival abbraccerà altri linguaggi artistici, ad iniziare dal cinema.
Domenica 15 marzo è infatti previsto, all’Auditorium di Piazza della Libertà (ore 17.30), il consueto passaggio di testimone da Bergamo Film Meeting a Bergamo Jazz: nell’occasione la violinista Virginia Sutera sonorizzerà il film Gräfin Küchenfee (La sguattera diventata contessa) di Rudolf Biebrach, commedia del 1918 di cui è protagonista l’attrice Henny Porten, chiamata a interpretare due personaggi, una contessa e la sua cuoca. Questo doppio ruolo mette in risalto le doti comiche di Porten, soprattutto nelle scene in cui, nei panni di Karoline, imita se stessa nei panni della contessa. L’effetto comico si moltiplica: la sguattera si diverte imitando i modi già isterici della padrona, e Porten sembra divertirsi infinitamente a interpretare i due personaggi. L’espediente dello scambio di identità, unito ai dialoghi arguti, dà vita a una commedia vivace e divertente.
Da sempre interessata all’incontro tra musica e altre arti, Virginia Sutera è una delle personalità di primo piano della scena odierna della musica improvvisata. Si è diplomata al Conservatorio di Milano con una tesi dedicata all’improvvisazione, approfondendo la figura del compositore inglese Cornelius Cardew nell’opera di The Great Learning. Ha creato il progetto Tuscany Music Revolution e stretto sodalizi artistici con, tra gli altri, la fisarmonicista Sara Calvanelli, i pianisti Alberto Braida e Ermanno Novali.

Il dialogo tra musica e arti visive sarà anche al centro della mostra che Bergamo Jazz dedica a Gianni Bergamelli, il pittore e musicista scomparso lo scorso agosto: la mostra, dal titolo Avanzi di Balera, sarà ospitata al Donizetti Studio, di fronte alla biglietteria del teatro, e sarà inaugurata mercoledì 18 marzo (ore 18.00; apertura al pubblico dalle 18.30). La mostra sarà visitabile anche da giovedì 19 a domenica 22 marzo dalle ore 18.30 fino alle ore 20.30.
Gianni Bergamelli è stato una figura importante della vita jazzistica bergamasca, anche nelle vesti di pianista accanto a Gianluigi Trovesi, suo amico fraterno, e a tanti altri musicisti. In particolare, la sua arte pittorica rimane un esempio di visionaria commistione e incontro tra pittura e musica: Gianni Bergamelli ha spesso collaborato con Bergamo Jazz, firmando i manifesti di numerose edizioni del Festival. La mostra propone una selezione di opere recenti: il titolo Avanzi di Balera è quello che lo stesso artista di Nembro aveva pensato per una sua esposizione. Pittore per professione, pianista per diletto: così si potrebbe definire Gianni Bergamelli. Ma in realtà prima c’è stata la musica, all’inizio quella “da ballo” e poi il jazz, e quindi è arrivata la pittura: la sua prima mostra personale risale al 1968, alla Galleria di Via della Spiga di Milano. Dai 35 anni in avanti, nella vita artistica di Bergamelli ha infatti prevalso la tela sullo spartito, anche se il pianoforte non è mai stato del tutto riposto in soffitta. In entrambi i casi Gianni Bergamelli ci ha messo una grande, infinita passione, la voglia di mescolare le carte al punto che nella sua pittura il jazz è immancabilmente presente, per essere tradotto in gesto, in colore, in materia viva. Nel dare vita ai suoi dipinti, Gianni Bergamelli ha fatto uso di vernici da carrozzeria per automobili, dandosi anche al collage, utilizzando vecchie fotografie (in bianco e nero). Il risultato è quasi un invito a “toccare” il quadro per cercare di vivere la stessa esperienza dell’autore, di entrare in relazione con lui. Spesso anche il jazz è così: è musica che sollecita nell’ascoltatore un “contatto” con chi la fa, per sentirsi partecipe dell’atto creativo. Forse è anche per questo motivo che molti jazzisti – per esempio lo svizzero Daniel Humair, amico dello stesso Bergamelli, Ornette Coleman, Bill Dixon, Giorgio Gaslini – hanno scelto di esprimersi anche mediante la pittura. Nelle vesti di pianista, Gianni Bergamelli si è esibito più volte nell’ambito del festival jazz di Bergamo. È stato anche una delle colonne portanti, insieme al giornalista Paolo Arzano e ad altri, dell’Associazione Bergamasca del Jazz (ABJ) che portò il jazz nella saletta del Centro Culturale San Bartolomeo.